11 ottobre 2014 redazione@ciociaria24.net

A Ferentino «la montagna ha partorito un… cassonetto!»

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma del consigliere Marco Maddalena (Sinistra Ecologia e Libertà)

Dopo la delibera del luglio 2013, adottata all’unanimità dal Consiglio Comunale, sull’ adozione della “Strategia Rifiuti Zero” c’erano tante aspettative verso il nuovo capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti. L’obiettivo prefissato con la delibera consiliare era di “rottamare” l’attuale sistema fallimentare della raccolta rifiuti , basta considerare il dato assolutamente negativo della raccolta differenziata che con il 9% annuo pone il Comune di Ferentino agli ultimissimi posti in Italia e fuori dai limiti di Legge.

Ebbene, ad una prima lettura del nuovo capitolato d’ appalto si nota che le linee di indirizzo del Consiglio Comunale sulla “strategia rifiuti zero” sono state “ incenerite “ completamente. Formalmente negli atti (determinazioni, capitolato d’appalto ect.) non c’è nessun riferimento esplicito al deliberato del Consiglio Comunale . Riguardo alla modalità di attuazione della gestione dei rifiuti è palese che il modello della raccolta mista è qualcosa di lontano e opposto al sistema di raccolta porta a porta su tutto il territorio. Il sistema misto di raccolta rifiuti è “un porta a porta” a metà, ovvero, una parte della città sarà servita da cassonetti ( ben 18 aree tra cui il centro storico ) e il resto con la raccolta domiciliare .

Tutto ciò può far miseramente fallire gli obiettivi della differenziata come già è successo in altre realtà , questa operazione più che un cambiamento sembra un “restyling” del precedente appalto. Il sistema della raccolta dei rifiuti in modalità mista costa di più del porta a porta classico e difficilmente raggiunge l’obiettivo di aumentare le percentuali di differenziata , infatti, complica la vita ai cittadini , creando confusione tra chi fa il porta a porta e chi non lo fa! Inoltre la presenza dei cassonetti non permetterà una efficace differenziazione del rifiuto e ne bloccherà la “migrazione “ del rifiuto da altri Comuni dove è già attivo il porta a porta su tutto il territorio .

Un errore molto evidente e quanto banale, ad esempio, nella raccolta nei cassonetti è rappresentato dalla mancata riduzione volumetrica degli imballaggi: se le bottiglie di plastica non vengono schiacciate, il cassonetto si riempie facilmente con aggravio di costi nella raccolta . Un altro degli errori più frequenti è rappresentato dal mancato risciacquo degli imballaggi prima di conferirli, senza il porta a porta i cittadini non prenderanno mai l’abitudine di sciacquare e schiacciare i contenitori. Basti pensare che al di sopra del 20% di impurità in un carico, tutto quanto viene inviato a smaltimento invece che a recupero, con aggravio di costi ulteriore.

Dubbi sull’ efficienza del nuovo capitolato d’appalto vengono leggendo il testo , all’art.5 il raggiungimento del livello del 65% di raccolta differenziata è solamente fra gli obiettivi generali e non tra gli obiettivi specifici , ovvero come l’obiettivo prioritario ed indispensabile da raggiungere. I livelli di percentuale di differenziata previsti nel capitolato con questo sistema sono del 35% entro 12 mesi del 50% entro 18 mesi e del 65% entro 24 mesi dall’avvio del contratto del nel 2012. Il Comune ammette implicitamente la violazione della normativa vigente che imponeva il raggiungimento del livello del 65% entro il 31.12.2012, e che attualmente la Raccolta differenziata è molto inferiore al 35%. Chi pagherà gli oneri e i costi conseguenti almeno per i due anni 2013 e 2014 successivi alla scadenza? Ancora una volta i cittadini ! Se il bando fosse stato fatto alla sua scadenza , invece che prorogare per ben due volte il contratto alla Sangalli, almeno questi ulteriori costi ed oneri si sarebbero, forse, evitati.

E siccome il raggiungimento del 65% è previsto in due anni dall’inizio del contratto obiettivo poco probabile con il sistema di raccolta rifiuti misto, anche almeno per il 2015 e 2016 le casse comunali e quindi i cittadini sopporteranno oneri e costi aggiuntivi. Perché non si è , al contrario, adottato dappertutto il “porta a porta spinto”, che ha permesso di alzare, in diverse realtà, le percentuali di differenziata al 65% in poco tempo . Altra considerazione, l’art. 32 dell’appalto rimanda all’Art.40 per le sanzioni a carico dell’azienda previste in caso di mancato raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata . Ebbene, le penali, a fronte dell’importo e della durata del contratto (oltre 15 milioni di € per sette anni ) variano da 330.000 € a 110.000 (con ampi “sconti” eventuali) ovvero fra il 2,2% e lo 0,8% dell’importo del contratto!

Sanzioni poco incisive che non spingono la società affidataria del servizio a a raggiungere gli obiettivi di Legge della raccolta differenziata L’inadempimento dell’ azienda provoca sanzioni ”irrisorie” , mentre il mero rispetto della Legge ovvero il raggiungimento dei livelli di differenziata previsti, dovuto comunque, viene premiato . Perché premiare l’azienda e non i cittadini “ricicloni” ? Oppure questi ultimi debbono solo pagare! In altri Comuni virtuosi , i cittadini che producono meno rifiuti e riciclano, vengono premiati con benefit e bonus che variano dalla riduzione TARI allo sconto sulla mensa dei figli a scuola, ai biglietti di trasporto gratuito su mezzi pubblici.

L ’art.15 del capitolato riguarda “il coinvolgimento del cittadini” nel servizio. Quanto disposto in detto articolo è insufficiente perchè si dispone una mera campagna informativa dei cittadini, tra l’altro solo in avvio del servizio, senza alcuna possibilità di procedura di partecipazione ed intervento diretto. Forse l’assessore all’ Ambiente ha dimenticato il deliberato del Consiglio Comunale che prevede forme di partecipazione strutturata come l’ “Osservatorio Rifiuti Zero” , cosa ancor più grave che non ci sono state ne assemblee con i cittadini e ne discussioni in Consiglio comunale sullo schema di capitolato d’appalto ! Se si pensa che per formulare il bando ci sono voluti ben 14 mesi dalla scadenza del precedente appalto ( con ben due proroghe alla ditta Sangalli ) e che è stato contestualmente incaricato un consulente esterno , vista la mancanza di competenze negli uffici comunali, viene da esclamare che la “montagna ha partorito un cassonetto” !

Marco Maddalena
Capogruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà – Ferentino

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